I laghi di Plitvice sono considerati il parco naturale più bello di tutta la Croazia. Io li metto al secondo posto, dopo il mio amato Krka. Però vi confesso – e credo di averlo detto e scritto da qualche parte – che il mio viaggio in Croazia è nato per la mia voglia di vedere proprio questo parco.

Situato a pochi chilometri dal confine con la Bosnia Herzegovina, tristemente famoso per essere il luogo da cui la guerra civile Yugoslava iniziò, il parco dei Laghi di Plitvice resta meta ambita ed imperdibile per chi si reca in Croazia. Così come il Krka e Sibenik, recarsi qui solo ed esclusivamente per vedere questo complesso di laghi merita il viaggio.

Noi raggiungiamo Rakovica, luogo dove alloggeremo, la sera precedente alla visita. Da Zara ci impieghiamo due ore.

La visita al parco

Prendetevi una giornata e munitevi almeno di scarpe da trekking.

Il parco ha due ingressi, su suggerimento del proprietario del nostro alloggio entriamo dal numero due, quello più a sud. Una volta entrati, ci sono delle stazioni da cui partono dei treni che vi portano in varie zone. Noi iniziamo dal punto più alto per scendere verso il basso.

I laghi si suddividono in 12 Laghi superiori e 4 inferiori.

I laghi hanno vari percorsi, suddivisi in lettere: A, B, C, E, F, H, K. Il tempo di percorrenza va da un minimo di due o tre ore, per il percorso A, dove visitate solo una minima parte, ad un massimo di 8 ore per il percorso K. Per gli amanti dell’escursionismo, c’è anche un sentiero che gira più al largo dei percorsi normali, che può arrivare fino a 18 chilometri di lunghezza.

I laghi hanno un dislivello di circa centocinquanta metri, si parte da un’altezza di 636 metri e si scende a 475 metri sopra il livello del mare. Particolarità del parco è di avere i laghi in comunicazione tra loro non solo tramite cascate, ma anche tramite dei canali sotterranei dovuti alla porosità del terreno.

La parte più bella è quella da cui iniziamo, quella dall’alto e si scende in una sorta di zig-zag tra i vari laghi. L’acqua è di colore verde, le cascate a mano a mano che si scende diventano un po’ alla volta più grandi.

Arrivati ai piedi della prima parte di laghi, si giunge ad un lago, il Jezero Kozjak, l’unico tra tutti quelli del parco percorribile con un battello. Tale battello vi porterà alla seconda parte dei laghi.

Questa parte ha due punti davvero interessanti: una è la Cascata Gigante, o Veliki Slap, un salto di 78 metri che potete raggiungere tramite una deviazione dal percorso principale seguendo le indicazioni. La vista da sotto è decisamente impressionante e da proprio l’idea di imponenza della cascata.

 

L’altro punto è invece un punto panoramico dall’alto, quasi alla fine di tutto il percorso. Si sale attraverso una percorso con una serie di tornanti e arrivati in alto, si arriva ad un punto dove la vegetazione si apre, fornendo una vista magnifica sui laghi.

Per vostra informazione, noi abbiamo optato per il percorso K, ci abbiamo impiegato quasi sette ore e siamo riusciti a vedere tutto quello che ci interessava.

Da evitare assolutamente – opinione personale – qualsiasi velleità di voler visitare i laghi in giornata. E’ una sfacchinata impressionante se non siete abituati e le maggiori città si trovano a due-tre ore di auto, quindi la stanchezza potrebbe non aiutarvi. Piuttosto arrivate in mattinata e in serata dormite nei paesi limitrofi.

Laghi di Plitvice

Lungo tutto il parco ci sono dei punti di ristoro, dove potete mangiare e bere. Cosa fondamentale, il parco è veramente ben tenuto e pulito.

Visitare il parco coi bambini

In fatto di bellezza ci sono poche meraviglie naturali che possono competere con Plitvice. Nemmeno le cascate del Niagara sono minimamente paragonabili, nonostante siano molto più sceniche. Purtroppo abbiamo incontrato delle difficoltà nel visitarlo coi nostri figli. La difficoltà maggiore è stata quella del passeggino. Facciamo fatica a rinunciarci, e per vari motivi ce lo portiamo sempre appresso.

Abbiamo deciso di usarlo anche questa volta. Purtroppo le passerelle di legno non ci hanno aiutato – le ruote si incastravano tra le fessure, grazie anche al peso di nostro figlio -, il continuo saliscendi tra i gradini e la mancanza di scivoli ci hanno fatto sollevare il passeggino più e più volte.

Anche la lunghezza del parco ha fatto lamentare nostra figlia, che ad un certo punto non ne voleva più sapere di proseguire – la promessa di un gelato e di una barca l’hanno convinta poi ad arrivare alla fine.

Il mio suggerimento è quello di evitare, se possibile, passeggini e carrettini vari, anche perchè le passerelle sono adatte alla larghezza di due persone. Piuttosto usate dei marsupi o degli zaini porta bambini con struttura rigida. Specie questi ultimi, sono davvero comodi, li ho usati una volta in montagna e scaricano il peso sulle gambe, non gravandolo sulla schiena. Mi sono pentito di non averlo chiesto ad un mio amico, ne avrei sicuramente guadagnato in dolori alle braccia per il saliscendi del passeggino.

Dove mangiare e dove dormire

Su suggerimento di un’amica abbiamo dormito presso House Palijan a Rakovica, quindici minuti di auto a nord del parco. Per due notti abbiamo speso 135€, circa 1000 kune. Abbiamo optato per questa soluzione perchè Dado, il proprietario, oltre a parlare un po’ di Italiano, lavora come pompiere all’interno del parco, quindi ha saputo darmi qualche dritta sul parco.

Per mangiare ci sono dei ristoranti in zona, si mangia bene a prezzi decenti, specie se mangiate carne. E soprattutto, qui a Rakovica, c’è un cielo impressionante, si vede la via lattea ad occhio nudo.

Laghi di Plitvice

Se vi chiedete quanto possa costare entrare ai parchi, abbiamo speso 300 Kune in tutto, circa 40€, dove i bambini non hanno pagato. Per la grandezza del parco e la sua bellezza devo dire che il prezzo è veramente irrisorio.

Spero possa esservi stato d’aiuto e se pensate di venire fino a qui solo per il parco, sappiate che ne vale proprio la pena.

A proposito dell'autore

Luca Pery

Sono Veneto e sono cresciuto in quel di Caorle, un perla che si affaccia sull'Adriatico. Amo viaggiare con i miei inseparabili compagni di viaggio: la mia compagna e i nostri due figli. Mi organizzo e vivo i miei viaggi per poi raccontarli. Tornare a casa mi rende triste, ma per buttare via la tristezza mi preparo subito per organizzare il prossimo viaggio verso una nuova destinazione.

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1 risposta

  1. untrolleyperdue

    Bellissimo post Luca, ricco di preziose informazioni: non vediamo l’ora di indossare le scarpe da trekking e scoprire queste meraviglie della natura! 😍

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