Che sia estate o inverno, che la nostra pelle sia accarezzata dal sole o da una leggera brezza, la bellezza mozzafiato della Riviera dei Cedri (Calabria) resta immutata, soprattutto se per ammirarla abbandoniamo l’usuale terraferma e ci spostiamo sul mare: percorrere in barca, in una bella giornata di mare calmo, la costa bagnata dal Tirreno, tra Scalea e Praia a Mare, nel cosentino, riempie di meraviglia per i suoi tesori quasi inaspettati.

Tra antiche torri di avvistamento, grotte, isole e isolotti le sorprese non mancano.

DA SCALEA A PRAIA A MARE

La nostra passeggiata marina inizia imbarcandoci ai piedi della Torre Talao di Scalea, simbolo della città e prima torre di guardia che incontriamo, parte di un sistema difensivo contro le invasioni che interessarono il territorio in un lontano passato, quando ancora la torre sorgeva su un’isola oggi purtroppo insabbiata.

Prendendo il largo, il caratteristico borgo di Scalea si offre a noi, con il suo castello in cima all’abitato, le sue chiese, gli storici palazzi, e la sua torre cilindrica – un’altra – la Torre Cimalonga. Poco oltre il centro storico, quello che può sembrare solo un “vecchio muro” era in realtà la torre di guardia del castello, la Torre di Giuda, così chiamata in seguito al tradimento della guardia che non segnalò l’imminente attacco nemico.

Abbassando lo sguardo sulla spiaggia, ci rendiamo conto che qui, il lungo litorale termina nell’incantevole spiaggetta dell’Ajnella, raccolta e intima, protetta da un esercito di scogli che danno inizio alla splendida costiera la quale, tra un susseguirsi di grotte e singolari spiaggette isolate, ci accompagnerà fino a Praia a Mare, dove la spiaggia, indisturbata, riprende nuovamente il predominio.

Le spiaggette

Ci imbattiamo, così, in alcune particolari spiaggette, appartate, lontane dal turismo di massa, immerse nella loro tranquillità, raggiungibili per mezzo di ripide scalette o solamente via mare, come la spiaggetta delle Tamerici o quelle della Baia del Carpino; incontriamo delle singolari grotte come quella della Pecora, così detta per una roccia, sull’ingresso della grotta, molto somigliante alla testa di una pecora.

Oltrepassato Capo Scalea e prima di raggiungere San Nicola Arcella ci incuriosisce una particolare conformazione nella scogliera, che ricorda un gigantesco orecchio, nota come ”Orecchio di Frà Girolamo”. Ma, all’improvviso ci sentiamo sotto lo sguardo di qualcuno o di qualcosa, uno sguardo che incute rispetto, che quasi ci controlla, ci osserva mentre passiamo sotto il suo territorio, è lo sguardo di un vecchio faro ormai in disuso, nato in realtà, anche questo, come torre, la Torre Dino.

Presto, in lontananza, scorgiamo un’altra torre di guardia, è la Torre di Crawford che ci dà il benvenuto a San Nicola Arcella. Di questa torre, lo scrittore statunitense Francis Marion Crawford – da cui il nome – si innamorò durante un suo viaggio in Italia, e vi ritornò spesso negli anni a venire, ritirandovisi a scrivere le sue opere.

Superata la torre, circondata da caratteristiche spiaggette, arriviamo al famoso Arcomagno, una fenditura nella scogliera, a forma di arco, che ci introduce in una riservata e tranquilla spiaggetta, quella dell’Arcomagno appunto; pochi metri più a nord la graziosa spiaggia del Prete, la cui nota distintiva sta nell’isolotto adagiato a pochissimi metri dalla riva, il meraviglioso Scoglio dello Scorzone.

L’Isola di Dino

Poco oltre notiamo che, in tutta la sua imponenza, ci aspetta, ricca di vegetazione, l’Isola di Dino, una delle due, uniche, isole della Calabria. Attraverso le sue grotte si apre a noi e ci mostra tutta la sua bellezza, ce la mostra nei riflessi di luce che, all’interno della Grotta Azzurra, colorano l’acqua di azzurro, o anche nello scoglio a forma di leone che, adagiato sull’acqua, ci osserva beatamente nella Grotta del Leone.

E anche qui, proprio davanti all’isola, un’altra torre di guardia, quella di Fiuzzi, a Praia a Mare, il paese che si estende sulla costa di fronte e di cui dal mare scorgiamo, in alto sulla scogliera, l’incantevole Castello.

E così, raggiunta la meta il viaggio finisce, ma ricchi delle meraviglie in cui ci siamo imbattuti lungo il nostro cammino, meraviglie di cui difficilmente avremmo potuto godere dalla terraferma, a prova del fatto che cambiare prospettiva, vedere le cose da un altro punto di vista, spesso ha i suoi vantaggi, a volte piacevoli e innegabili come in questo caso.

 

Post scritto da Roberta De Luca



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A proposito dell'autore

Roberta De Luca

Sognatrice, curiosa della vita, amante e ricercatrice della bellezza; adoro disegnare, leggere e immortalare le emozioni che il bello suscita in me nei miei disegni, foto e scritti. Non ho una formazione letteraria e scrivo solo quando non ho altro strumento per bloccare le sensazioni prima che fuggano via, e…magari per trasmetterle agli altri.

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