La Giordania è molto più vicina da quando esiste il volo Ryanair diretto dall’Italia ed è una fortuna perché è un paese ospitale, meraviglioso e pieno di persone simpatiche.

Consigli pratici prima di tutto

Io consiglio di prenotare il volo con grande anticipo per avere ottimi prezzi e di fare il Giordan Pass via web dall’Italia, che ti consente di evitare il visto e di visitare tutti i capolavori architettonici.

Inoltre, per chi come me ha viaggiato in luglio, è indispensabile dotarsi di integratori minerali tipo Polase, perché il clima secco e ventilato non ti fa percepire la perdita di sali minerali corporei e si rischiano spesso crampi muscolari.

L’esperienza

Io e mia sorella abbiamo viaggiato con un driver molto preparato, ma anche molto particolare: Audh Al Hasanat detto “il lupo del deserto” e questo la dice tutta. E’ un beduino, membro, con il fratello, della Protezione Civile , dedito a recuperare chi si è perso o è finito con l’auto in panne nel deserto. Non a caso con lui si viaggia su un enorme pick up Toyota, di quelli in dotazione all’esercito, organizzato come una casa mobile.

Naturalmente ci ha fatto visitare Gerasa, Petra, Little Petra , il monte Nebo ecc.. cioè tutte le tappe imperdibili di chi effettua un viaggio in questo stato, ma essendosene parlato molto sul nostro blog ed anche in maniera egregia e molto chiara, mi voglio concentrare su esperienze particolari vissute con Audh e che pochi turisti hanno avuto la fortuna di vivere.

Il Mar Morto

Innanzitutto l’esperienza sul Mar Morto: niente spiaggia attrezzata, fanghi, SPA o altro, ma una riva selvaggia, dove solo noi due facevamo il bagno immerse in un paesaggio lunare, con sassi rossi e color mattone, lungo una discesa brulla ed assolata, in una pace celestiale, da godesi a pieno.

Wadi Dana Riserva

E poi, una volta risalite, ci siam fatte la doccia con la cisterna d’acqua di cui il pick up era dotato, per poi ripartire attraverso montagne rosse dalle forme piramidali verso il Wadi Dana, una riserva naturale bella come poche al mondo.

Ospita circa 600 specie di piante tra cui le acacie e il raro iris nero, più di 200 tipi di uccelli e 40 di mammiferi tra i quali lo sciacallo e il lupo. Questa è la patria degli escursionisti, perché ci sono vari sentieri di diverse difficoltà e guide disposte ad accompagnarti nei tratti più ardui.

Noi abbiamo fatto sosta al Wadi Dana Eco Camp, una struttura di tende e bungalow abbarbicata alla montagna, con una vista mozzafiato, dotata di un ristorante terrazza in cui si cena a lume di candela e di una grande tenda con comodi tappeti e materassi dove godersi il fresco e sorseggiare l’immancabile tè che i beduini bevono a tutte le ore.

Qui ho conosciuto persone di Gerusalemme, un camminatore solitario colombiano, una coppia di olandesi… La struttura è molto semplice , gestita da giovani giordani, ma offre tutte le comodità, nonchè una cucina locale saporita. La mia stanza aveva una parete interamente a vetrata sul paesaggio. Qui ho dormito beatamente, risvegliandomi al canto degli uccelli e ai miagolii di un gatto in amore.

Secondo me è una tappa imperdibile a metà strada tra la capitale e Petra, dove ristorarsi, immersi in una natura verde e rilassante che degrada nella gola profonda.

Negozio in grotta

E a proposito di metà strada, una tappa molto divertente è stata quella in un minuscolo negozio ricavato in una grotta dove un anziano vendeva antichità di ogni genere, dal momento che vaga tutto il giorno per le montagne con il metal detector, accompagnato da un timido nipote quattordicenne.

Qui trovi monete romane, greche e nabatee, anelli fenici e paleocristiani, rocce di ogni tipo, fossili ed un ottimo caffè turco. All’esterno del negozio ha creato anche il più piccolo hotel del mondo, ricavato dentro una cinquecento! Un vero originale!

Il Wadi Rum

Ma il nostro lupo del deserto non attendeva altro che portarci dove lui è nato: nel Wadi Rum.

Qui non abbiamo fatto la solita escursione in jeep di 2 orette, ma vi abbiamo trascorso l’intera giornata, scorrazzando sul pick up che saltava come un canguro sulle dune, fermandoci per fare semplici scalate sui rilievi più accessibili a delle non esperte come noi, ma dai quali, comunque, potevi godere del paesaggio con la sabbia che degradava dal color albicocca, al rosa tenero, al violetto, il tutto costellato da rilievi rossastri mangiati dal vento, nei quali ognuno può vedere una figura: o un elefante o un coccodrillo con la bocca aperta o un enorme fungo…

Ad una certa ora abbiamo incontrato un gruppo di beduini amici di Audh che riposavano nella rientranza di un monte, siamo salite anche noi ed abbiamo chiacchierato amabilmante con loro, più con le mani e con le espressioni che con l’inglese, sorseggiando tè alle erbe del deserto, mentre i più giovani giocavano a cercare di catturare le rondini con un cappello.

Quando mia sorella ha estratto la sigaretta elettronica abbiamo creato un caso nazionale: ognuno voleva provarla e capirne il funzionamento, mentre in basso i cammelli ruminavano beati e tranquilli. Verso sera ci siamo ancora spostate per allestire un accampamento nel deserto dove mangiare e dormire all’ombra di una grande roccia.

Abbiamo ripulito l’area da vari resti di pic nic precedenti a base di agnelli scuoiati ed ossa spolpate e qui ci han raggiunte il cognato e il figlio della nostra guida che han steso per terra tappeti e materassini e, mentre noi ci riposavamo, loro han acceso il fuoco e ci han preparato un’ottima cena a base di stufato di pollo e verdure e baba ganush, una salsa di melanzane  con aglio e olio.

Mancava solo una bella bottiglia di Prosecco fresco, purtroppo solo acqua e tè.

Le 5 regole di vita del beduino

Dopo cena, pur senza alcool in corpo, abbiamo cantato e ballato e chiacchierato fino a tardi. Tra le altre cose ci han spiegato le 5 regole di vita fondamentali del beduino:

  1. Non uccidere, neanche gli animali, se non per nutrirtene
  2. Non essere bugiardo
  3. Non rubare mai nulla, neppure un accendino
  4. Rispetta la natura e vivi in pace con essa
  5. Aiuta e condividi ciò che hai con il prossimo

Quando ogni lanterna s’è spenta, ci siam stese nei sacchi a pelo forniti da Audh e ci siamo addormentate all’aperto sotto una stellata immensa, dove il cielo è più cielo, le stelle più stelle, la luna più luna, la notte più notte.

Con il primo sole ci siam svegliate e ci attendeva una colazione con caffè, hummus e una salsa di fagioli e verdure. Ciò che era avanzato dalla cena e dalla colazione è stato portato ad un anziano che viveva in una tenda dispersa nel Wadi, rispettando le regole del vero beduino che dona ciò che ha a chi ne ha di meno.

Per affrontare un viaggio del genere bisogna essere adattabili, non ti lavi, dormi all’aperto, mangi ciò che c’è, conosci persone di un altro mondo, non pernotti in hotel 4 stelle, ma vivi per qualche giorno la vita beduina in tutta la sua saggezza antica. E impari tante cose che saranno sicuramente un bagaglio importante per la mia vita, del resto, come diceva Sant’ Agostino: “Chi non viaggia è come se avesse aperto solo la prima pagina di un libro”.

Desert tourist service

E-mail: [email protected]

A proposito dell'autore

Francesca Manfredi

Nata a Reggio Emilia, città un cui vivo e lavoro. Giro qua e là perché sono curiosa o perché mi annoio. Quando non lavoro, viaggio o mi annoio, sto con i miei 5 cani e una gatta nera.

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