Il Gal (gruppo di azione locale) Patavino ha organizzato un facile itinerario su due ruote per conoscere la campagna a sudest di Padova.

Un progetto volto a migliorare l’ospitalità turistica nell’area del Parco Regionale dei Colli Euganei, in modo da garantire un elevato livello di attrattività verso cittadini residenti e turisti alla ricerca di proposte “green”.

in bici dai Colli all’Adige

Parco Regionale dei Colli Euganei

Un territorio in cui risulta ancora attuale la tradizione contadina, ben tratteggiata da Angelo Beolco, detto il Ruzzante, incorniciata  a nord dal dolce profilo dei Colli Euganei  e a sud dal fiume Adige. Il celebre commediografo fu grande maestro  di Dario Fo che l’ammirava perchè metteva in scena il quotidiano, la gioia e la disperazione della gente comune, l’ ipocrisia e la spocchia dei potenti.

La Bassa Padovana si connota per il suo paesaggio rurale in cui fanno capolino ville, chiese ed oratori che spesso sono costeggiati da fiumi e  canali, con un avvicendamento di circa 44 Comuni, contraddistinti da peculiarità storico ed artistiche.

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Itinerario

L’itinerario si è snodato dalle Terme Euganee di Montegrotto verso Due Carrare, passando dinanzi all’antica abbazia di Santo Stefano, fondata nel 1027, essa apparteneva all’ordine benedettino riformato di Cluny.

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Prima tappa: Castello di San Pelagio

Siamo stati subito piacevolmente sorpresi dal Castello di San Pelagio, dei Conti Zaborra, che ospita il Museo dell’Aria e dello Spazio, inaugurato nel 1980, ha una sezione espositiva esterna, con aeroplani ed elicotteri e un’altra interna con 38 sale espositive dedicate all’evoluzione del volo umano, dalla mongolfiera allo Space Shuttle.

Da qui partì e tornò il poeta Gabriele d’Annunzio con il celebre volo su Vienna del 9 agosto 1918. Pedalando  con il piacevole  tepore autunnale raggiungiamo Cartura, centro che fra il II e III secolo d.C,  fu un importante centro di produzione di  laterizi da costruzione, pare derivare il suo nome dalla fornace Cartorian.

Nella Chiesa parrocchiale si può ammirare un affresco di Giandomenico Tiepolo che occupa gran parte del soffitto, raffigurante l’ ”Assunzione” che risale al 1793.

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Seconda tappa: Conselve

Successiva tappa è stata Conselve, così denominata dal latino “caput”, ossia estremità, confine e da “silva”, poiché si tratta di un insediamento sorto ai margini di una zona  boschiva, a tal punto ampia da raggiungere l’Adige.

Oltre al grazioso centro storico, sono degni di nota alcuni palazzi e ville nobiliari, come Ca’ Sagredo e Villa Lazara che ha ospitato nel corso dei secoli celebri figure fra cui Enrico III di Valois (1574), divenuto poi re di Francia, San Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova e il cardinale Carlo Rezzonico (1748), poi papa Clemente XIII. 

Ci soffermiamo per il pranzo in una delle tante ottime osterie che ci sorprende poiché dinanzi ad essa sorge una piazzola con una sorta di pergolato che riunisce alcuni simboli della civiltà rurale: sedie di ferro battuto, paiolo, damigiane, pannocchie di mais.

All’interno della locanda un  elegante camino acceso riscalda l’ambiente e fa pregustare i robusti sapori della cucina locale in una sorta di viaggio nel tempo prima ancora che nelle campagne padovane.

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Terza tappa: Tribano

A Tribano, un tempo zona paludosa, e poi resa coltivabile dall’opera di bonifica dei monaci benedettini, sostiamo per ammirare il pregio della Torre Civica, con il sindaco in persona che funge da Cicerone. La struttura a pianta quadrata, in mattoni in cotto, domina il paese dai suoi 30 metri di altezza.

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Quarta tappa: San Pietro Viminario e Pernumia

Una sosta viene effettuata a San Pietro Viminario, località così denominata per la produzione di vimini, per raggiungere poi Pernumia, città natale del sopracitato Ruzzante, la cui casa  originaria venne distrutta nel 1930.

Quinta tappa: borgo di Battaglia Terme

Costeggiando il Canale Battaglia, una volta solcato dai grandi burchi carichi di masegni e granaglie destinati ai porti di Venezia e della laguna, arriviamo al borgo di Battaglia Terme, soprannominato Porta del Parco dei Colli Euganei, ospita l’unica grotta termale naturale dell’area euganea, situata nel piccolo Monte Sant’Elena, detto anche Monte della Stufa.

Intravvediamo numerosi barconi a cielo aperto che rientrano nel Museo della Navigazione Fluviale, unico nel suo genere poiché raccoglie le testimonianze dei mestieri caratteristici del passato produttivo della zona.

L’acqua è stata una preziosa risorsa che ha fornito l’energia necessaria per il funzionamento dei mulini, delle seghe, dei magli e dei folli della cartiera che hanno reso Battaglia un dinamico centro artigianale.

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Mentre il cielo continua ad incupirsi, forse per la nostra forzata intrusione in quel piccolo paradiso, rientriamo alle Terme Euganee dopo aver percorso circa 46 Km, su un dislivello di media difficoltà.

Una giornata di assoluto benessere, immergendoci con le bici a pedalata assistita in un paesaggio davvero incantevole che merita di essere riscoperto per le molteplici testimonianze culturali ed ambientalistiche che restituiscono il  magico sapore del tempo e  di un’identità fortemente agreste.

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A proposito dell'autore

Giuseppina Serafino

Oltre alla passione per la scrittura, un modo per "viaggiare" con le parole nelle molteplici sfaccettature della realtà, mi piace dedicarmi al trekking e al cicloturismo. Ho iniziato a viaggiare a quattro mesi, quando i miei genitori si sono trasferiti dal sud a Milano per motivi di lavoro, ripetendo lo stesso percorso, ogni anno, fino alla maggiore età. Ho visitato molti stati europei organizzando meticolosamente il viaggio e documentandolo grazie alla mia inseparabile macchina fotografica.

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