Turismo delle radici una grande risorsa per la Calabria

Ricordo bene quando io e la mia famiglia andammo a trovare mia nonna Maria a casa sua e, dopo aver notato una montagna di vecchie foto in bianco e nero accumulate sul tavolo da pranzo. Nonna ci spiegò che erano arrivati i cugini dall’America per riesumare gli antichi ricordi di famiglia; dopo la laurea mi resi conto di aver assistito a ciò che accade di solito quando si pratica il così detto turismo delle radici.

Ma che vuol dire Turismo delle radici?

Quando si parla di turismo delle radici, si fa riferimento a quel fenomeno per il quale ci si reca in visita presso luoghi connessi alla propria cultura d’origine. Turismo delle radici vuol dire partire alla scoperta delle radici sulle quali si fonda la propria identità culturale, nel tentativo di riallacciare i rapporti con la propria storia.

In un mondo sempre più caratterizzato dalla globalizzazione, è normale avvertire il forte bisogno di scoprire una cultura della quale sentirsi parte e nella quale identificarsi, ecco perché questo fenomeno risulta così diffuso oggi. Sono in molti a praticarlo, tante persone di diversa estrazione sociale: hanno scelto questa strada Lady Gaga, Bill De Blasio, Francis Ford Coppola, Robert De Niro, Alexander McQueen e Martin Scorsese.

foto antiche

Ma tale pratica potrà mai rappresentare una proficua risorsa per la Calabria?

Questa splendida regione meridionale, ricca di patrimonio artistico e naturalistico di gran valore, è da sempre stata terra di emigrati: il numero di calabresi iscritti all’AIRE sta crescendo drasticamente, sono tante le persone che si spostano verso il Canada, gli Stati Uniti d’America e le nazioni nordeuropee.

Fortunatamente però, i calabresi all’estero, come buona parte della gente emigrata, tendono a mantenere attiva la loro identità culturale, senza ripudiarla e tendono a rimanere in contatto con parenti e amici rimasti in Italia, oltre che a trasmettere la cultura d’origine a figli e nipoti.

La volontà di non far disperdere le tracce della Calabria, unita al bisogno di scoprire le proprie origini, è ciò che potrebbe smuovere i familiari degli emigrati, in qualità di turisti intenzionati a riconnettere le tappe nelle quali si è ramificato il loro albero genealogico.

Turismo delle radici

Il turismo delle radici

Considerata questa situazione dunque, puntare sul turismo delle radici potrebbe rappresentare una risorsa di notevole rilevanza: nipoti e pronipoti di emigrati italiani trascorrerebbero le vacanze in Calabria, mossi dal desiderio di ritrovarvi pezzi della propria storia e arricchirebbero questa regione con la loro permanenza sul territorio.

Un altro vantaggio importante connesso al turismo delle radici è che una persona desiderosa di praticarlo non cerca le più rinomate città d’arte italiane, ma vuole semplicemente riscoprire gli odori, i sapori e gli oggetti che sono legati al piccolo e sconosciuto paesino nel quale è nato e cresciuto il nonno paterno o materno. Tale atteggiamento ridonerebbe vita agli innumerevoli borghi sparsi per la Calabria, belli ma abbandonati da troppo tempo, quali: Pentedattilo, Morano, Altomonte, San Donato di Ninea, Bova, Rocca Imperiale, Panduri, Papaglionti, ma anche il caratteristico, suggestivo e affascinante centro storico cosentino e tanti altri ancora.

Studiare turismo mi ha reso sicuramente più aperta all’idea di accettare le culture diverse, ma mi ha anche fatto nascere un forte bisogno di riscoprire la mia cultura, quella calabrese e, passo dopo passo, mi sono resa conto che è davvero ricca di storia, arte e tradizioni.

Calabresi all’estero

Scritto ciò invito tutti i calabresi all’estero a non smettere di raccontare e mostrare la propria terra ai propri discendenti, al fine di poter diventare  loro stessi promotori della nostra cultura nei paesi stranieri, incentivando gli affetti a praticare il turismo delle radici verso una regione così bella che merita di essere scoperta e non  deve in nessun modo sparire dai ricordi delle famiglie che la conservano  inevitabilmente e indissolubilmente nel loro DNA.

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Vi auguro di tornare a viaggiare il prima possibile e vi auguro che il viaggio vi risulti utile non solo per vivere nuove esperienze e nuove avventure, ma anche per cercare di capire da dove venite, quali sono gli elementi che caratterizzano le vostre identità culturali, a quali mondi appartenete, perché i vostri nonni parlano uno strano dialetto o hanno uno strano accento e, nel salutarvi, vi invito anche ad accettare voi stessi e sentirvi sempre orgogliosi delle vostre origini.

Per oggi è tutto.

Buon viaggio e buona fortuna.