Angkor Wat in autonomia: guida completa a cosa vedere e come organizzarsi

Non avete mai visitato Angkor Wat? Dovete assolutamente andarci! Se siete appassionati di monumenti e ambientazioni esotiche, i templi di Angkor e la giungla che li circonda sono infatti una destinazione perfetta per voi. A mio avviso, un viaggio ad Angkor regge tranquillamente il confronto con altre destinazioni famose, come Machu Picchu in Perù, Petra in Giordania o le piramidi in Egitto.

I templi (e non parlo solo del famosissimo Angkor Wat) sono affascinanti e immersi in una vegetazione affascinante. Alcuni sono veramente imponenti, delle vere colline di pietra, che rimarranno per sempre nei vostri ricordi. Non ha caso, sono stati dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanita. Inoltre, è un viaggio abbastanza facile e non molto faticoso (cosa importante se, come me, cominciate ad avere una certa età).

Se è la vostra prima volta e avete solo una giornata a disposizione, vi consiglio di leggere la guida di un giorno ai templi principali di Angkor Wat, ideale per chi vuole vedere il meglio in poco tempo. Se invece volete scoprire come muovervi liberamente per 4 giorni, continuate a leggere qui sotto.

Perché andare ad Angkor e quando andare

Si arriva in aereo fino a Siem Reap, città super attrezzata per i turisti e a solo qualche chilometro dai templi. Qualunque sia la sistemazione scelta (a Siem Reap ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le tasche), i templi disteranno tra i 15 e i 30 minuti di auto o tuk-tuk dal vostro alloggio. Questo però non significa che non dobbiate camminare, perché molti templi sono veramente estesi e quindi farete comunque chilometri a piedi se vorrete visitarli in modo approfondito. Inoltre, è tutto un salire e scendere gradini (anche se non siete obbligati a salire in cima ai templi-montagna di cui parleremo più avanti!) 

Come arrivare: lo scalo a Bangkok

L’unico neo è che non esiste un volo diretto dall’Italia per Siem Reap e quindi bisogna fare almeno uno scalo, se non addirittura due. Io ci sono andato con ITA Airways fino Bangkok, che dista solo un’ora di volo da Siem Reap. Bangkok ha due aeroporti: il Suvarnabhumi (dove atterrerete con ITA), da cui partono i voli Thai per Siem Reap (più costosi) e il Don Mueang, da cui partono i più economici voli delle low cost, tipo Air Asia.

Se vi decidete ad andare, la stagione migliore è da novembre a febbraio, quando la temperatura è più accettabile e le piogge sono meno frequenti. Da marzo a maggio la temperatura può arrivare anche a 40° e tra giugno e ottobre aspettatevi il vostro acquazzone pomeridiano.  

Siem Reap di sera

Un po’ di storia e la riscoperta

L’impero Khmer, che ha costruito i templi di Angkor, si può collocare tra il IX secolo (epoca della costruzione del complesso di Roulos) e il XV secolo (epoca della sua caduta ad opera dei thailandesi di Ayutthaya). L’epoca d’oro è stata nel XII secolo, cui risale la costruzione di Angkor Wat. In pratica, mentre Carlo Magno veniva incoronato a Roma Imperatore del Sacro Romano Impero, i Khmer iniziavano a costruire i loro templi, prima in mattoni e poi in pietra; mentre noi costruivamo le nostre cattedrali gotiche, come Notre Dame a Parigi, i Khmer costruivano i loro gioielli, come Angkor Wat e il Bayon.

Io li chiamo templi, ma in realtà erano delle vere e proprie cittadelle, che arrivavano ad ospitare anche 100.000 persone. Quello che è rimasto è il tempio in pietra, mentre le costruzioni in legno che ospitavano gli abitanti sono andate distrutte nel tempo. Lo capirete visitando ad esempio Angkor Thom, il cui recinto copre circa 9 km quadrati, ben al di là della superficie dei templi che oggi vediamo. Non a caso il nome Angkor Wat significa “città tempio” e il nome Angkor Thom significa “grande città”.       

Dopo la caduta dell’impero, nel XV secolo, i templi sono stati pian piano abbandonati e ricoperti dalla giungla. E’ merito delle comunità monastiche buddhiste aver mantenuto acceso il loro ricordo e, in alcuni casi, di averli abitati per lungo tempo. Quando i francesi arrivarono in Cambogia, cominciarono a raccogliere segnalazioni riguardo a una città abbandonata nascosta nella giungla; la “riscoperta” di Angkor avviene però solo nel gennaio del 1860, quando il naturalista francese Henry Mouhot ritrova nella foresta le rovine di Angkor Thom.   

La preparazione del viaggio: documenti e visti

Ma veniamo agli aspetti pratici. Innanzitutto, sappiate che per andare in Cambogia vi occorre il Visto, che si fa online: eVisa Regno della Cambogia (Sito ufficiale del Governo). Poi vi servirà anche l’e-arrival che si fa sempre online, ma a non più di 7 giorni dall’arrivo: Cambodia e-Arrival.

Dove acquistare i biglietti (Angkor Pass)

Visto che siete online, potete anche comprare il biglietto per i templi di Angkor sul sito ufficiale > Angkor Pass/Ticket – Angkor Enterprise. Si tratta di un biglietto cumulativo per tutti i templi, ma personale (serve anche la foto). Non solo dovete farlo, ma anche portarlo sempre con voi (anche solo sul telefono), perché ve lo chiederanno ad ogni tempio e anche alle porte di ingresso di Angkor Thom, che attraverserete più volte, perché una delle strade principali per i templi passa di la. Comunque, ha una bella grafica e potrà anche essere un ricordo del viaggio.

Infine, se pensate di fare scalo a Bangkok, vi servirà anche il TDAC, da fare sempre online, ma a non più di 3 giorni dall’arrivo (e quindi quello per il ritorno a Bangkok dovrete farlo dalla Cambogia): Official Thailand Digital Arrival Card (TDAC) – No Fees Required.

Angkor Thom gate Cambogia

Come muoversi a Siem Reap: l’opzione auto

Poi dovete decidere come muovervi a Siem Reap. L’offerta di auto con conducente e di tuk-tuk (che a Siem Reap sono dei carretti trainati da una moto) è veramente notevole ed è la soluzione adottata dalla stragrande maggioranza dei turisti. Io però ho scelto di prendere un’auto a noleggio e di guidare da solo (si marcia normalmente a destra). Se anche voi preferite questa scelta (ripeto, assolutamente rara), sappiate che vi serve la patente internazionale (convenzione di Ginevra) e che i noleggiatori sono molto pochi (io ho trovato solo Europcar e due noleggiatori locali). I costi di noleggio non sono eccessivi (io ho pagato 100 € al giorno per un VAN 9 posti), ma in compenso i veicoli sono molto vecchi e malridotti; comunque, il mio ha fatto in suo dovere, anche se tutta l’elettronica ormai era fuori servizio!

tuk-tuk a Sem Reap

Come visitare i templi

L’ultima scelta riguarda il modo in cui volete visitare i templi. Potere costruirvi un vostro percorso (più avanti vi darò qualche suggerimento) ed eventualmente prendere una guida ad ogni singolo tempio (ce ne sono sempre agli ingressi). Oppure potete prenotare uno dei tanti tour privati, risolvendo così anche il problema del trasporto (in rete ci sono molti siti che li vendono) ed essendo sicuri di avere una guida parlante italiano. 

In ultimo, se decidete di fare scalo a Bangkok, approfittatene per visitare anche questa città. Per ulteriori spunti, potete leggere il mio post sull’argomento: Bangkok in 2 Giorni: Guida per Chi Fa Scalo.

Cosa vedere: itinerario consigliato

Come detto, i templi di Angkor sono veramente tanti e quindi dovrete decidere cosa vedere, in funzione del tempo che avrete. Come potete vedere sulla mappa (1), la maggior parte dei tempi si trovano in un’area  abbastanza concentrata, a nord di Siem Reap. Fanno eccezione solo i 3 templi che costituiscono il complesso chiamato Roluos, che si trova lungo la strada per l’aeroporto (sono i templi più antichi dell’area) e il tempio Banteay Srei, che si trova 30 km a nord di Angkor Wat.

In realtà, ci sono anche altri templi che andrebbero visitati, come Beng Mealea e Koh Ker, ma sono molto più distanti e per visitarli dovete prevedere un soggiorno almeno di 5 o 6 giorni, o sacrificare qualcuno dei templi di Angkor.

Se vi concentrate su Angkor (cosa che vi consiglio, se rimanete solo 3 o 4 giorni), dovete comunque scegliere i percorsi da fare per visitare i diversi templi. Esistono dei percorsi “standard” che fanno le guide, come ad esempio il Piccolo Tour o il Grande Tour, anche se l’elenco dei templi compresi non è sempre univoco. Potete però anche farvi i vostri tour. Io mi sono fatto un programma su 4 giorni, che vi  riporto più avanti, come esempio; considerate che per le visite proposte servono almeno 3 ore al mattino e lo stesso al pomeriggio, oltre al tempo occorrente per arrivare sul posto. La posizione dei templi è riportata sulla Mappa (2), dove in rosso sono indicati i siti a mio avviso da non perdere, cui si aggiunge il più lontano Banteay Srei).

Programma di 4 giorni per la visita a Angkor Wat

Giorno 1 (se arrivate al mattino presto) = al mattino fate la visita dei 3 templi di Roluos mentre state andando dall’aeroporto al vostro hotel a Siem Reap. Nel pomeriggio, dopo aver preso possesso delle camere ed esservi riposati un po’, potete visitare il Prasat Kravan, per poi salire sul Phnom Bakheng per ammirare il tramonto. Se siete in tempo, prima di salire sul Bakheng, buttate un occhio al Baksei Chamkrong, che è proprio lì accanto. 

Giorno 2 = al mattino visita dell’enorme complesso di Angkor Thom (Bayon, Baphuon, Phimeanakas, Terrazza degli elefanti, Terrazza del re lebbroso e Preah Palilay). Quando attraversate la porta sud di Angkor Thom, fermatevi e salite a sinistra sulla collinetta, per avere una bella vista sul ponte. Al pomeriggio visita di Thommanon, Chay Saytevoda, Takeo e Banteay Kdei

Giorno 3 = al mattino visita di Preah Khan, Neak Pean e Ta Som. Al pomeriggio visita di Pre Rup, Banteay Samre e Banteay Srei

Giorno 4 = al mattino visita di Srah Srang, Ta Prohm e Mebon Est. Tutto il pomeriggio è infine dedicato alla visita di Angkor Wat, per chiudere in bellezza. 

Per il pranzo, potete rientrare a Siem Reap, ma è un po’ più lungo, oppure potere restare in zona, tenendo presente che la maggior parte dei ristoranti dell’area si trova sulla riva nord dello Srah Srang.

La sera invece, dopo cena, giro per Pub Street o per uno dei tanti mercatini di Siem Reap. 

Consigli utili per la visita

Il primo consiglio riguarda la guida. Se decidete di prendere l’auto a noleggio, sappiate che a Siem Reap il traffico è abbastanza sregolato, nel senso che, a parte i semafori, pochi rispettano le regole su precedenze e altro. Motorini e tuk-tuk si infilano dappertutto. In compenso però tutti vanno abbastanza piano e quindi basta usare un po’ di prudenza e di attenzione. Io ho girato per 4 giorni e non ho visto alcun incidente.

Il secondo consiglio riguarda la visita dei templi. Da non perdere l’alba ad Angkor Wat. Dovrete partire dal vostro hotel alle 5 del mattino e posizionarvi davanti ad uno dei due piccoli bacini che si trovano sul lato occidentale del tempio. Aspettatevi di essere in folta compagnia.

l’alba ad Angkor Wat

Più comodi (per l’orario) sono i tramonti, che potete vedere o dalla cima del Phnom Bakheng Temple, oppure dal lato orientale del bacino Srah Srang. Per il tempio, muovetevi per tempo, perché ci vuole più di mezz’ora per salire in cima alla collina e poi in cima al tempio (insieme ad un bel po’ di gente).

Phnom Bakheng tempio

Il terzo e ultimo consiglio riguarda gli acquisti. Se vi allontanate un po’ dal centro ed arrivate al “Made in Cambodia Market”, troverete qualche oggetto un po’ più particolare a prezzi comunque ragionevoli.  Si tratta sempre di piccoli venditori, ma con qualche articolo più originale (ricordatevi di trattare sempre!).  

Ti è stata utile questa guida? Se hai domande su come noleggiare l’auto o sui visti per la Cambogia, scrivimi nei commenti!

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