Ci svegliamo tra i versi di vari uccelli, galli e galline. La colazione viene servita direttamente nella veranda del bungalow, una vera chicca! Mentre attendiamo la colazione ci divertiamo a cibare le tartarughe del laghetto. Partiamo poi con l’intento di raggiungere Kendwa, il vicino villaggio, a piedi sulla spiaggia, ma l’alta marea non rende la cosa possibile.

Ne approfittiamo quindi per farci indicare l’unico ufficio turistico di Nungwi nel quale, se muniti di carta di credito, si possono ritirare dei soldi, sebbene con una commissione del 10%. E’ bene infatti sapere che nell’intera isola non ci sono sportelli ATM se non a Stone Town. Il suggerimento è quindi di prelevare tutti i soldi lì per non dover pagare commissioni altissime.

A questo punto optiamo per un lungo giro a piedi per il paese che sembra non essere stato intaccato per niente dal turismo anche perché i turisti sembrano non interessati a questa parte e preferiscono rimanere dentro i propri resort o sulla spiaggia. A noi piace molto passeggiare per le vie sterrate e osservare adulti e bambini impegnati nei loro riti quotidiani.

Raggiungiamo la piazza principale dove concordiamo un passaggio in taxi a Kendwa per 800 tzs. Kendwa ha una spiaggia magnifica, grande e di sabbia finissima, e i colori del mare sono mozzafiato. Trascorriamo qui il pomeriggio, passeggiando e godendoci un po’ di sole.

Il ritorno riusciamo a farlo a piedi sulla spiaggia e in poco meno di un’ora raggiungiamo la nostra struttura. Concordiamo con i ragazzi del ristorante sulla spiaggia la cena così da non rischiare di trovarli chiusi. Ceniamo sulla spiaggia con la sola illuminazione delle torce visto che alle 20.30 la luce salta.

Alle 8.40 ci troviamo sulla spiaggia pronti a partire per l’escursione di snorkeling intorno all’isola di Mnemba (60.000tzs in 2). Partiamo su un dhow a due piani con un’altra decina di persone. I colori del mare lungo tutto il tragitto che facciamo per raggiungere il posto di immersione sono magnetici.

In un’ora e mezza raggiungiamo l’isola e ci tuffiamo in acqua. Lo snorkeling risulta carino anche se per me l’acqua è troppo fredda (da considerare che io sono una freddolosa) per cui non resisto più di un quarto d’ora. Ci spostiamo poi con la barca a mangiare sulla costa di fronte all’isola dove c’è una spiaggia splendida sulla quale possiamo goderci il pranzo e un po’ di relax.

Siamo di ritorno a Nungwi alle 15.30 per cui, avendo ancora un po’ di tempo a disposizione, optiamo per fare due passi per il villaggio che tanto ci è piaciuto.

Per la cena scegliamo di nuovo la passeggiata al buio della spiaggia, sempre muniti delle nostre torce ma questa volta ci fermiamo al primo ristorante aperto, gestito da una sorta di comunità rasta. Mangiamo bene, paghiamo poco e trascorriamo una piacevole serata chiacchierando con loro.

Alle 10 liberiamo la camera e andiamo a passeggiare sulla spiaggia. Anche stamattina il cielo è coperto, come quasi ogni mattina da quando siamo qui. Solitamente il sole spunta verso l’ora di pranzo. Ci fermiamo al ristorante della sera precedente che ha allestito la spiaggia davanti con alcune sdraio. Questa parte di Nungwi è ancora molto bella e rilassante perché lontana dalla parte più affollata da turisti.

Verso mezzogiorno, invece di spuntare il sole, cade un abbondante scroscio di pioggia, per poi lasciare finalmente posto al sole.

Alle 16 viene a prenderci il ragazzo con cui avevamo concordato qualche giorno prima lo spostamento ad Uroa per 50.000tzs. Lasciando Nungwi ci sentiamo già un po’ nostalgici perché ci siamo innamorati di questo posto, ma allo stesso tempo siamo curiosi di scoprire i nuovi posti che ci attendono.

Dopo poco più di un’ora e con qualche difficoltà a trovare la struttura che avevamo prenotato dall’Italia per 30€ a notte, arriviamo a destinazione. Ci troviamo un po’ spiazzati perché il nostro autista ci lascia di fronte alla reception del Paradise Beach Hotel, un grande resort che io sapevo di non aver prenotato. Il ragazzo ci spiega che la reception è questa poiché il posto da noi prenotato dipende da questo albergo più grande. E qui arriva la sorpresa: dal momento che hanno molte camere libere nella struttura principale, ci hanno assegnato, allo stesso prezzo, una camera qui invece che alla Beach House, struttura di poche camere che hanno sulla spiaggia. Io ho da subito una reazione un po’ infastidita poiché non amo i grandi resort, e sebbene qui la camera sia molto spaziosa e pulita, l’atmosfera che si respira in posti come questo non è quello che io cerco. Interviene però il direttore, molto gentile e disponibile, che ci suggerisce di fermarci qui questa prima notte, e di recarci il giorno dopo al Beach House per vedere com’è e decidere se spostarci. Ci spiega infatti che c’è un servizio di navetta che dal Paradise porta al Beach House poiché lì si trova la spiaggia che invece non è presente di fronte al Paradise. Ci sistemiamo nella nostra camera di lusso e poi ceniamo nel ristorante del resort che ha comunque dei prezzi modici.

Continua…

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A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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