Questa mattina l’appuntamento era alle otto, per lo meno per tutti quelli che tra noi sono interessati a fare il volo in elicottero per godere della vista delle Cascate Vittoria dall’alto.

Cascate Vittoria - Zambia e Zimbabwe

Il giro non è economico (130 dollari a persona) ma, a mio parere, vale assolutamente la pena farlo poiché permette di avere una vista completa su tutto il territorio circostante e consente di rendersi conto della vastità e dell’imponenza di questa meraviglia naturale. Io sono rimasta senza parole. Le Cascate Vittoria viste da quest’altezza entrano a pieno titolo tra le cose più belle che io abbia visto al mondo.

Cascate Vittoria - Zambia e Zimbabwe

Alle dieci e mezza partiamo dal campo in cui alloggiamo con l’obiettivo di fare le prime provviste per i prossimi giorni. Riusciamo ad organizzarci velocemente dividendoci i compiti per gli acquisti, tanto che in meno di un’ora siamo già pronti per ripartire. La nostra prima tappa sarà il confine tra Zimbabwe e Botswana.

Per fortuna riusciamo a sbrigare sia le pratiche di uscita che di entrata in modo molto rapido. Per l’ingresso in Botswana non occorre alcun visto. Unico inconveniente al confine è che ci fanno una perquisizione all’interno del camion e ci chiedono di buttare tutta la frutta acquistata. Allora noi ci mettiamo in un angolo cercando di abbuffarci il più possibile di banane e arance onde evitare di vedere tutti quegli alimenti finire dritti nella spazzatura. Il primo appuntamento in Botswana ce l’abbiamo con il fiume Chobe. In circa mezz’ora infatti raggiungiamo il punto d’imbarco e partiamo per un giro di circa due ore e mezza.

Elefanti, fiume Chobe - Botswana

Dopo l’emozione delle Cascate Vittoria non pensavo che sarei riuscita ad emozionarmi altrettanto così presto, ed invece è accaduto. Sarà per la pace che si respira su questa barca che solca silenziosamente le acque di questo ampio fiume, saranno i colori vividi della natura africana, sarà che si trattava del mio primo incontro con gli animali della savana nel loro ambiente naturale… fatto sta che sono state ore indimenticabili.

Sulle sponde ammiriamo elefanti, impala e bufali. A pochi metri dalla riva scorgiamo poi quelle che da lontano sembravano semplicemente delle macchie nere e che poi, prendendo forma, hanno mostrato sempre più nettamente le sagome di alcuni ippopotami intenti a rinfrescarsi nelle placide acque del fiume.

Ippopotamo, fiume Chobe - Botswana

Il momento più emozionante è quello in cui la nostra imbarcazione ha dovuto fermarsi per permettere l’attraversamento del fiume da parte di una mandria di elefanti. In religioso silenzio, li osserviamo scivolare elegantemente nell’acqua in rigorosa fila indiana e lentamente percorrere tutto il tragitto che univa le due sponde. Una volta data loro la precedenza, proseguiamo la nostra navigazione. L’ultimo incontro di questo magnifico tour avviene con un coccodrillo adagiato sull’erba, quasi mimetizzato.

Elefanti, fiume Chobe - Botswana

Le luci del tramonto che avvolgono il paesaggio donandogli un fascino magnetico accompagnano il nostro rientro verso il punto d’imbarco. Siamo tutti gonfi di emozione e di gioia. Il campo in cui soggiorneremo questa notte, il Thebe River Safaris, dista pochi chilometri. È una struttura accogliente e i bagni, sebbene in comune uomini e donne, sono ampi e soprattutto puliti.

Per la prima volta ci troviamo alle prese con il montaggio delle undici tende e siccome Japhet, il nostro driver, ci vede un po’ impacciati, ci mostra subito alcuni trucchi per riuscire a montarle con più di scioltezza. Il fatto che sia già buio non agevola i manovalanti che però riescono a compiere l’impresa, sebbene non in tempi proprio da record. Nel frattempo alcuni componenti del gruppo sono già alle prese con la cucina.

Il nostro coordinatore, esperto di questo tipo di viaggi che prevedono cucina da campo, ha chiesto a ciascuno di noi di portare pelati, parmigiano e affettati sottovuoto e alcune tipicità regionali, tutti alimenti che ci sono risultati molto utili. L’affettato è bastato per i panini dei primi quattro giorni, mentre il parmigiano e i pelati ci sono bastati per tutta la durata del viaggio. Sconsiglio di portare pasta dall’Italia poiché la si trova in tutti i supermercati, anche di discreta qualità.

Il menù della nostra prima cena prevede orecchiette pugliesi pomodoro e basilico, cucinate con grande maestria. La serata procede con allegre chiacchiere intorno al tavolo. Sebbene siano solo due giorni che ci si conosce, il gruppo sembra avere già un discreto affiatamento. Vivo la prima notte in tenda con lo spirito di una bambina al parco giochi, ovvero con l’entusiasmo che mi pervade ogni volta che esco totalmente dalla mia routine e mi immergo in una nuova esperienza.

Tramonto in Botswana

Leggi la prima parte: il viaggio in Africa comincia dalle Cascate Vittoria

Vai alla puntata successiva: in volo sul delta dell’Okavanga.

A proposito dell'autore

Eletrotter

Vivo a Torino, città che amo profondamente, ma nonostante questo mio amore, spesso, sento l'esigenza di scappare lontano da lei per scoprire altri nuovi splendidi luoghi. Credo profondamente che anche viaggiare sia una forma d'arte e che più il viaggiatore sviluppa curiosità, fantasia e originalità, più saprà creare itinerari di viaggio meravigliosi.

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