L’ultima volta che sono stata a Maiorca è stato diversi anni fa: avevo compiuto 18 anni e, con un folto gruppo di amici, sono andata a Magaluff con il preciso scopo di festeggiare alla grande il mio compleanno. Quando poche settimane fa mi si è ripresentata l’occasione, l’ho colta al volo per visitare l’isola ed esplorare alcune zone meno conosciute.

Ho avuto la fortuna di essere invitata a Maiorca per un viaggio stampa organizzato dall’Ente Spagnolo per il Turismo in Italia e il tema del viaggio era il live blogging! Una connessione Wi-Fi capillare connette infatti qualunque parte dell’isola e l’Ente del Turismo di Maiorca ha consegnato a tutti i partecipanti un Wi-Fi Rental Travel. Si tratta di un dispositivo elettronico della grandezza di un cellulare, al cui interno c’è una SIM card con connessione 3G. Devo ammettere che ero curiosa di vedere come avrebbe funzionato nelle zone più remote dell’isola, e il giorno dopo il mio arrivo ho avuto una splendida occasione per farlo grazie a un’escursione sulle cime della sierra de Tramontana.

Sòller

La mia prima notte l’ho trascorsa presso l’incantevole Hotel Los Geranios, un grande albergo a conduzione familiare che si trova proprio sul lungomare di Sóller. Mi sono svegliata all’alba con lo sciabordare delle onde che giungeva attraverso la finestra della camera, proprio in tempo per veder sorgere il sole. Il paesaggio ricordava uno di quei luoghi di villeggiatura per famiglie, con una passeggiata che si estende lungo un’incantevole baia e un ampio viale che collega tutti gli alberghi e i ristoranti.

Io amo gli sport all’aria aperta e immergermi nella natura. Per questo ero al settimo cielo all’idea di trascorrere la prima giornata con un’escursione sulla sierra de Tramontana, un sito la cui bellezza gli è valsa l’inserimento tra i patrimoni dell’umanità da parte dell’UNESCO nel 2011. La catena montuosa che domina quest’area si estende per 90 chilometri lungo tutta la costa nord-occidentale dell’isola. Dopo circa un’ora di macchina da Sóller abbiamo iniziato la nostra camminata con gli asini pronti ad attenderci all’ingresso del parco.

Abbiamo seguito il percorso Barrance Biniaraix, considerato uno dei più rappresentativi dell’isola. Una volta faceva parte di un sentiero del XIV secolo che portava i pellegrini al Monastero di Lluc. Camminare in un luogo così tranquillo, circondati dalla natura e dalle testimonianze di secoli di storia, è stata un’esperienza incredibile. La nostra guida, Luis, ci ha spiegato che l’isola ha avuto un passato molto eterogeneo. Prima è stata sotto il controllo dei greci, per poi passare sotto l’egida romana e in seguito nel mondo arabo per quattro secoli.

Le montagne ci hanno offerto un’atmosfera serena e rilassante, ben diversa da ciò che ci si aspetta dall’isola spagnola famosa per le feste e i divertimenti serali. A circa metà strada, il nostro gruppo si è diviso e quelli tra noi che si sentivano ancora pieni di energie hanno continuato il cammino fino alla vetta del Puig de l’Ofre. Quest’ulteriore sforzo è stato premiato da un paesaggio spettacolare: dalla vetta, oltre a vedere l’intero tratto percorso, si godeva di una magnifica vista del Puig Major, la cima più alta di Maiorca.

Il Puig Major

Il pranzo era previsto al rifugio Silles Ca’n, raggiunto da una profonda gola e un ripido sentiero in pietra costruito 600 anni fa. Il paesaggio nel frattempo era cambiato completamente e a circondarci ora erano impressionanti formazioni rocciose e alberi di ulivo.

Nel rifugio siamo stati accolti da birre fresche e una sostanziosa zuppa di riso e carne. Da queste parti i rifornimenti vengono caricati sul dorso di un mulo e riguardano solo le cose più importanti: birra e rotoli di carta igienica sono infatti in cima alla lista!

I muli caricati con merci e viveri

Il solo modo per raggiungere il rifugio è camminare insieme gli asini, cosa che rende questo posto un angolo veramente isolato e affascinante. Non mi sarebbe dispiaciuto fermarmi per la notte e, in effetti, se si prenota in anticipo è possibile organizzare un accomodamento a Silles Ca’n, oltre che in altri piccoli rifugi del parco che offrono pernottamento e la possibilità di cucinare le proprie provviste.

Il nostro programma, però, ci ha condotti lungo il secolare sentiero in pietra verso lussureggianti campi verdi, racchiusi da muretti a secco eretti lungo tutto il percorso fino alla gola per creare dei terrazzamenti per gli ulivi. La costruzione dei muretti a secco si svolge tramite tecniche artigianali che fino a poco tempo fa rischiavano di essere dimenticate per sempre. Ora invece questa attività sta riprendendo vita, grazie a persone che desiderano impararne le tecniche dagli esperti artigiani della zona.

Nell’insieme la giornata è stata semplicemente fantastica, superando di gran lunga tutte le mie aspettative. Consiglio a chiunque di visitare questa splendida zona, caratterizzata da una bellezza incontaminata e da tradizioni culturali antichissime.

I muretti a secco della sierra Tramontana

 

Dove si trova Maiorca?

A proposito dell'autore

Felicity

Felicity e' sempre stata affascinata da culture e paesi diversi; un giro del mondo nel lontano 2005 ha ulteriormente aumentato la sua voglia di viaggiare. Fondatrice di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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