Oggi incontro Valentina, 29 anni, modenese, appassionata viaggiatrice indipendente che si occupa di turismo responsabile e di promozione turistica sul web.

VALENTINA, ULTIMAMENTE SI SENTE PARLARE SPESSO DI NUOVE MODALITA’ DI PROMOZIONE DEL TERRITORIO E DI TURISMO RESPONSABILE. TU NE HAI FATTO UN LAVORO, OLTRE CHE UNO STILE DI VITA. DI CHE COSA TI OCCUPI PRECISAMENTE?

Dal 2006 gestisco un agriturismo, in particolare la parte ricettiva, e creo itinerari nel territorio emiliano per valorizzare la cultura contadina e le tradizioni del territorio. Faccio inoltre parte di un’associazione di turismo responsabile per la quale mi occupo della promozione e della creazione di itinerari. Ho anche un blog, dove scrivo dei miei viaggi, di turismo responsabile, di interculturalità e sostenibilità.

La mia vita è caratterizzata dall’ospitalità: quando sono nella mia terra ospito i viaggiatori, quando sono in viaggio vengo ospitata.

Il lavoro e lo stile di vita che ho scelto mi permettono di viaggiare per 3-4 mesi all’anno: lavorando nel turismo, quando qui arriva l’inverno e la bassa stagione, posso partire per esplorare il mondo. Quando sono in Italia posso comunque “viaggiare anche da casa”: oltre agli ospiti dell’agriturismo ospito amici, couchsurfers e volontari del wwoof, e raramente si parla italiano tra le mura di casa!
La mia passione per viaggiare convive serenamente con il profondo legame che ho con la mia terra: l’Emilia, le sue tradizioni, la cucina, le persone e l’accogliente fattoria dove vivo.

QUANDO E’ NATA LA TUA PASSIONE PER I VIAGGI?

Quando ero piccola, dai 10 ai 13 anni, ogni estate giravo per le piazze d’Italia con un gruppo di musicisti peruviani e italiani (amici di famiglia). Vagando di campeggio in campeggio io e la mia migliore amica, le bimbe della “carovana”, vendevamo i cd mentre il gruppo suonava musica andina, melodie che già mi portavano ad immaginare terre lontane. Non dimenticherò mai i suoni e gli odori di quei momenti di libertà!

A 15 anni ho preso il mio primo aereo da sola, destinazione Madrid, dove mi aspettava un’amica di famiglia, che mi avrebbe mostrato la vita di una metropoli. Su quell’aereo, assaporai nuovamente il gusto della libertà.

A 19 anni partii per Londra, l’intenzione era quella di perfezionare il mio inglese, fermandomi nella capitale nei mesi estivi. Tornai in Italia 3 anni dopo.

Non avevo progetti ben delineati, il mio unico obiettivo era trovare un lavoro che mi permettesse di viaggiare. Creai da sola quel lavoro avviando l’agriturismo. Così, dal 2006, ogni anno, dedico 3 mesi all’esplorazione del mondo.

QUALE E’ STATO IL TUO ULTIMO VIAGGIO?

Sono stata 3 mesi tra Vietnam e Cambogia. Ho incontrato molti viaggiatori che in 3 mesi visitavano Vietnam, Cambogia, Laos, Thailandia… ma a me non piace girare come una trottola, preferisco soffermarmi più a lungo in un paese, conoscendone la cultura, le tradizioni, la lingua e le persone.

CHE COSA TI SPINGE A VIAGGIARE PER LUNGHI PERIODI?

Viaggiare per lunghi periodi mi permette di vivere esperienze uniche.  E’ un modo di viaggiare che esalta la creatività, la semplicità,  l’autonomia, la scoperta e la crescita personale. Ho la possibilità di entrare in stretto contatto con la gente del posto, di condividere la quotidianità e creare quindi rapporti autentici e genuini. La scelta di viaggiare per lunghi periodi necessita di un atteggiamento di apertura e di estrema umiltà verso persone, luoghi e cose: è proprio questo atteggiamento che distingue il turista dall’esploratore.

CHE COSA TI HA INSEGNATO VIAGGIARE PER LUNGHI PERIODI IN ZONE DEL MONDO CON STILI DI VITA DIVERSI DALL’OCCIDENTALE?

Il mondo è l’università più bella che una persona possa frequentare. Il viaggio è una ricerca costante, un apprendimento continuo.

Il viaggio insegna attraverso esperienze e emozioni che non si dimenticano. Rimangono. Cosa si può imparare viaggiando? Tanto. Tutto. Oltre a nozioni storiche, geografiche e culturali, si conoscono altri stili di vita, completamente diversi dal nostro, ed è attraverso questo incontro con la diversità – la vera ricchezza di questo mondo – che si impara cosa sono l’umiltà e il rispetto, le fondamenta per un mondo migliore.

E’ importante anche l’aspetto di crescita personale, in quanto viaggiare da sola per lunghi periodi mi permette di esplorare il mondo, ma anche me stessa: una sorta di meditazione errante.

QUAL E’ IL TUO STILE DI VIAGGIO?

Parto sempre sola e prediligo le zone rurali, dedico molto tempo, prima e durante il viaggio, allo studio della storia e della cultura dei luoghi, compresa la lingua locale.

Tendo a programmare un itinerario di massima, che viene sistematicamente modificato in base agli incontri e alle situazioni.  Utilizzo spesso networks di viaggiatori come il couchsurfing, il wwoof o il workway.

Dedico pochi giorni alle città, per visitarne i musei e i mercati, osservarne il tessuto sociale e conoscere altri viaggiatori. Dopo una settimana raggiungo il mio limite di sopportazione e mi sposto in zone rurali più vicine al mio stile di vita e, dal mio punto di vista, più ricche di umanità. Prendo parte a progetti di volontariato o semplicemente chiedo ospitalità. Spesso, per ricambiare l’accoglienza, propongo di cucinare e comprare il riso per tutta la famiglia, ma non offro mai soldi. Il cibo è un elemento di identità culturale ed è un ottimo punto d’incontro.

Viaggiando in solitaria si ha senza dubbio una migliore capacità relazionale, è più semplice fare nuove amicizie, approcciare la gente del posto ed inserirsi in un nuovo contesto culturale. Si apprezzano meglio i rumori, gli odori, i silenzi, si ha tempo per pensare, leggere, scrivere. Preferisco condividere una parte del viaggio con altri esploratori solitari piuttosto che partire accompagnata da un amico, sarebbe un vincolo difficilmente gestibile.

HAI MAI PENSATO VISITANDO UN PAESE DI TRASFERTI LI’ DEFINITIVAMENTE?

A Phnom Penh, in Cambogia, ero sul punto di comprare casa, il prezzo era vantaggioso e il progetto era di aprire una guest-house. Alla fine non l’ho fatto, non era il momento di fermarsi.

QUALI ALTRI VIAGGI HAI IN PROGRAMMA?

A dicembre 2012 partirò per un viaggio di 2 anni in giro per il mondo.

Intanto ho lasciato lavoro, casa, amici, familiari e da qualche giorno mi sono trasferita a Roma, dove sto frequentando un master di Cultura e Comunicazione del Viaggio, per affinare le tecniche di scrittura e fotografia prima della partenza.

Comincio dall’Asia, poi non so dove andrò a finire!

5 DOMANDE CON RISPOSTA SECCA

1)      Il tuo piatto preferito – Lasagne

2)    Il cibo più esotico che hai provato – Tarantole fritte in Cambogia

3)    Il momento più magico – La sera del Tamxarit, il capodanno islamico, in un villaggio della savana senegalese, cantando e ballando sotto la luna.

4)    Il posto più memorabile – Uno sperduto villaggio a 5.000 metri  sulle Ande in Ecuador dove gli indigeni non avevano mai visto una cartina geografica e non sapevano cos’era il mare, “Cos’è questa macchia blu?”

5)     Il miglior oggetto che ti sei portato in viaggio – I pannelli solari, per caricare cellulare e computer nei villaggi dove non c’è elettricità.

 

Segui Valentina nella sua avventura attraverso il mondo qui o su Twitter

A proposito dell'autore

Marco

Viaggiatore per il mondo con oltre 100 nazioni visitate nei 5 continenti. La passione per i viaggi è accompagnata da quella per la fotografia. Fondatore e autore di NonSoloTuristi.it e ThinkingNomads.com

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