Cambiare vita e viaggiare – Da dove inizio?

Quante volte ti è capitato di pensare “adesso mollo tutto e faccio un biglietto di sola andata!”? Magari hai anche fantasticato sulla meta, sul lavoro dei tuoi sogni, però poi in qualche modo hai liquidato tutto dicendoti che è impossibile. Eppure, qualcuno ci riesce e lo fa davvero.Si, ma come? Datti tempo Innanzitutto ti sarà … Continua

Meta’ degli italiani vuole mollare tutto e cambiare vita

 

 

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Qualche tempo ho trovato sul web, quasi per caso, un curioso articolo in cui si evidenziava come il 50% degli italiani voglia mollare tutto e cambiare vita; nel paragrafo sottostante ripropongo il pezzo completo. E’ curioso notare come ci siano cosi tanti italiani che hanno bisogno di un cambiamento nella propria vita. Io il cambiamento l’ho fatto anni fa’, alla “tenera” eta’ di 24 anni, quando per la prima volta andavo a vivere in un paese straniero; da quel giorno la mia vita e’ cambiata per sempre. Di seguito l’articolo sugli italiani che vorrebbero mollare tutto:

In testa alla classifica dei desideri c’è la voglia di trasformarsi in scrittore o esploratore, viaggiare in luoghi da mito, meglio se lontano dallo strapotere della tecnologia. Basta insomma con le code in automobile, con i negozi sovraffollati, con la perpetua fretta per non arrivare in ritardo in ufficio e con i viaggi su autobus e metropolitane stipati come sardine. Insomma, meglio stare alla larga dall’Italia, in un luogo più tranquillo e a misura d’uomo, magari a contatto con la natura, in primo luogo con il sole e il mare. E’ questa a fotografia dei nostri connazionali, scattata da una ricerca condotta su 560 lavoratori italiani di ambo i sessi, di età, tra i 25 e i 64 anni, condotta del canale satellitare “Marcopolo”

Gli Italiani, insomma, vorrebbero cambiare vita. La delusione e l’insoddisfazione non riguardano però tutti gli aspetti dell’esistenza. In primo luogo sono pochi quelli che vorrebbero fuggire dalla famiglia (solo il 7% delle risposte) per costruire una nuova vita partendo da zero, anche se una certa quota (10%) vorrebbe stravolgere la propria routine. Meno apprezzato è invece il luogo di residenza (31%): molto meglio sarebbe un posto in cui mettere l’orologio nel cassetto e in cui cellulare, Internet e pc servano solo per comunicare e non per essere rintracciati in ogni circostanza.

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In ogni caso gli italiani non puntano a una fuga solitaria: solo il 4% è disposto a tagliare i ponti con tutto e a partire da solo. Il 55% vorrebbe avere con sé la propria famiglia (non solo il partner, ma anche genitori, fratelli o figli), mentre il 6% è pronto a portare con sé il proprio animale da compagnia. La famiglia, quindi, si conferma oasi di pace e di serenità, da non abbandonare mai, ma anzi da curare con attenzione per garantirle una vita migliore. Tra le mete preferite per questa fuga verso una nuova esistenza sono in pole position i luoghi esotici e i paradisi tropicali:

Thaiti (15%), la Giamaica (13%), le Hawaii (10%) ma anche le isole Aran in Irlanda (4%), l’Islanda (3%) e Funen (2%), in Danimarca. Sempre apprezzati Caraibi (14%), Maldive (12%), Brasile (10%), Capo Verde (4%), Australia (6%) e Thailandia (5%)

E oltre ad essere lontani da tutto, gli Italiani vorrebbero inseguire i loro sogni:: il 25% vorrebbe trasformarsi in scrittore, o in esploratore (14%), ma c’è anche chi preferisce attività più prosaiche come la ristorazione (21%), il bagnino, per stare sempre in contatto con il sole, il mare, le bellezze (16%), o l’albergatore (15%).

Fonte: Tgcom.it

Avete mai pensato di cambiare vita? Mollare tutto e partire da zero, magari in un paese tropicale? Lasciate un commento con i vostri pensieri e riflessioni qui sotto e verrano anche pubblicati sulla nostra pagina facebook

Alcune letture consigliate:

Lasciare tutto e partire per un giro del mondo in moto

Agata e Thomas, due ragazzi che da pochi mesi hanno deciso di lasciare la quotidianità della loro vita milanese e partire per un giro del mondo in moto. Una breve introduzione dei protagonisti seguita dall’intervista completa. A Luglio del 2011 siamo partiti a bordo della nostra vecchia Honda Transalp del 1991. Diciamo a tutti che … Continua

Viaggiatrice solitaria in Sud America

 

Per diffondere anche in Italia il concetto di viaggio indipendente e a lungo termine, ogni mercoledì proponiamo interviste a viaggiatori ed avventurieri, persone normali che hanno deciso di seguire la propria passione e viaggiare per il mondo.

Questa settimana abbiamo l’onore ed il piacere di fare “4 chiacchiere” con Cristina, una ragazza tornata da poco da un viaggio in solitaria in sud America, raccontato anche nel suo Diario di Viaggio pubblicato su non solo turisti pochi giorni fa.

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Mi chiamo Cristina Bonzagni, sono emiliana della provincia di Bologna, ho 36 anni. Lavoro saltuariamente come educatore e comunicatore scientifico. In questo viaggio (giugno-settembre 2011) ho visitato Colombia, Ecuador e isole Galapagos.

1) Quando e perché hai deciso di partire per questo lungo viaggio in Sud America?

Ci pensavo da molto tempo in verità. Sognavo di partire senza avere ben chiara la destinazione. Poi all’inizio dell’anno ho deciso seriamente di provare ad organizzarmi e ho iniziato ad informarmi in agenzia alla ricerca di qualche offerta per la Colombia per il mese di giugno.

2) E’ stata la tua prima vera esperienza di viaggio “a lungo termine”?

Sì, fino ad ora avevo viaggiato in Italia e in Europa. Quindi è stato il primo viaggio non solo “a lungo termine” ma anche in Paesi lontani.

3) Cosa ti ha spinto a partire per così tanto tempo?

Fosse per me starei sempre in viaggio. Ci tengo sempre a precisarlo: non sono solo una turista, ho l’animo della viaggiatrice. Sono due cose diverse e voi lo sapete bene. Mi ha spinto la voglia di conoscere, di esplorare, di vivere un’esperienza forte, di quelle che ti lasciano il segno, che ti fortificano. E in effetti così è stato, ancora di più di quanto potevo sperare.

4) Hai dovuto chiedere un’aspettativa per fare questo viaggio?

Nessuna aspettativa, perché il lavoretto che stavo facendo questa primavera è terminato in maggio. Quindi in giugno, quando sono partita, ero di fatto nuovamente disoccupata.

5) Quale e’ stato il momento più bello di tutto il viaggio?  e il più brutto?

Momenti belli tantissimi, ma il primo che mi viene in mente adesso…il lancio con il parapendio dalle montagne intorno alla città di Bucaramanga in Colombia. Volare, superando al contempo le proprie paure, è stata un’emozione indescrivibile di quelle che, al solo pensiero, continuano nel tempo a farmi brillare gli occhi.

Sicuramente i momenti difficili non sono mancati ma il più brutto in assoluto nel quale mi sono sentita davvero sola è stato quando sono stata aggredita in pieno giorno nel sud della Colombia da due ragazzi che mi hanno derubata minacciandomi con un coltello.

Per qualche giorno ho avuto grosse difficoltà a camminare per la strada, terrorizzata da tutto e da tutti. Poi, piano piano, ho superato il trauma e posso dire con certezza che non sono riusciti a farmi passare la voglia di viaggiare!

6) Tra i Paesi che hai visitato quale ti ha colpito di più e perché?

Considerato il mio amore per gli animali non potevo che perdere la testa per le isole Galapagos. Ogni tanto ancora me le sogno di notte tanto mi sono rimaste negli occhi e nel cuore: quei paesaggi brulli e ultraterreni, le iguane a pochi metri da me che mi osservano sospettose, i leoni marini che dormono beati sulle panchine dei paesi, le tartarughe giganti e la loro meravigliosa perfetta lentezza.

Armonia totale fra esseri umani e animali selvatici, credo che sia davvero un posto unico al mondo.

7) Hai sempre viaggiato da sola? Hai trovato delle difficoltà nel viaggiare in solitaria?

Sì, durante questi tre mesi ho sempre viaggiato da sola, a parte un paio di giorni nei quali ho visitato la zona cafetera colombiana in compagnia di una ragazza cilena, altra viaggiatrice solitaria.

Ovviamente viaggiando soli i problemi vengono amplificati, non hai un appoggio, devi contare solo su te stesso. Pur non disdegnando buoni compagni di viaggio, mi piace viaggiare sola perché amo la libertà all’ennesima potenza e perché, in ugual misura, adoro le sfide e mettermi in gioco. Quando riesco a cavarmela e ad affrontare da sola le difficoltà che mi si presentano, la mia autostima ne trae grande beneficio.

8) Hai avuto problemi con la lingua?

Sono partita senza nessuna conoscenza della lingua spagnola e quindi ovviamente ne ho avuti, soprattutto il primo mese. Tra l’altro sono piuttosto negata con le lingue straniere e questo, per una viaggiatrice si sa, è un grosso punto debole.

Sono tornata con le basi della lingua ma soprattutto con un gran desiderio di impararla bene. Attualmente sto studiando ogni giorno da autodidatta.

9) Come ti sei preparata nei mesi precedenti la partenza per questo viaggio? 

Prima di partire ho contattato parecchie persone, sia in Colombia, sia in Ecuador per richiedere ospitalità attraverso il couchsurfing.

Negli ultimi due anni ho viaggiato quasi sempre così e questo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con le persone del posto e di conoscere il loro modo di vivere e di pensare. In questo caso però soltanto alcuni dei contatti presi dall’Italia mi hanno poi effettivamente ospitato. Di conseguenza mi sono trovata a dover cercare le famiglie, di volta in volta, di città in città.

In totale mi hanno ospitato quindici famiglie fra Colombia e Ecuador alle quali ho alternato hotel e ostelli. Quindi posso dire che è stato quasi tutto improvvisato sul posto compresi i luoghi da visitare, anche se ero fedelmente supportata dai consigli delle mie ottime guide cartacee.

10) Secondo te, cosa ti può insegnare un viaggio di questo tipo?

Credo che un viaggio di questo tipo insegni: punto.

Le opportunità di imparare e di crescere sono infinite se si sanno riconoscere nelle esperienze che inevitabilmente si vivono ogni giorno, ogni ora.

Ad esempio si impara ad adattarsi ad ogni situazione, ad affrontare le difficoltà cercando soluzioni, a superare le proprie paure, i propri limiti. Altresì si impara ad apprezzare la diversità, che a mio avviso è la più grande ricchezza che abbiamo. E anche, perché no, si impara ad apprezzare la fatica, fisica e morale, per raggiungere un obiettivo, un traguardo.

 11) Lo rifaresti? 

Lo rifarei mille volte. Partirei domani con un biglietto di sola andata, senza neppure preoccuparmi troppo della destinazione.

Partirei ancora così, da sola, con lo zaino sulle spalle e la mente e il cuore aperti, con tutti i sensi pronti a ricevere i messaggi del mondo.  Perché si sa….il mondo è tutto da scoprire e in ogni luogo si nascondono conoscenza ed emozioni.

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Viaggiare per il mondo 91 giorni alla volta

E’ sempre un piacere far conoscere viaggiatori che vivono in modo indipendente, sopratutto se alla base c’è un’idea unica ed originale come quella di vivere per 91 giorni in una nazione e poi cambiare. A seguire l’intervista completa con i due nomadi digitali.

Mike viene dall’Ohio (USA) e Jurgen da Darmstadt (Germania) e sono i due ragazzi che hanno creato il blog 91 days.

Si sono conosciuti a Boston 10 anni fa, città dove entrambi vivevano e lavoravano; Jurgen è un fotografo professionista, mentre Mike gestisce un paio di siti internet, occupandosi della creazione e della programmazione.

Prima che fossero entrambi “colpiti” dalla passione per i viaggi, conducevano una vita assolutamente normale, lavorando e uscendo la sera con gli amici. Tuttavia, non erano pienamente soddisfatti del fatto di essere solo turisti, e fu così che iniziarono a concepire il viaggio sotto una prospettiva diversa: da qui nacque il concetto di ’91 giorni’

1. In che parte del mondo vi trovate in questo momento?

Al momento siamo a Palermo (Italia), la città più grande della Sicilia. Probabilmente la conoscerete come il covo della Mafia, che qui è ancora estremamente attiva. Siamo stati molto affascinati dalle fantastiche chiese, dai palazzi e dalle rovine; Palermo, così come tutta la Sicilia in generale, vanta  una Storia che risale all’epoca degli antichi Greci. La città è vivace ma al tempo stesso stressante a causa del traffico e del rumore e ci stiamo divertendo un mondo!

2. Come vi è venuta in mente ‘l’idea di viaggio’ dei 91 giorni?

Entrambi siamo sempre stati grandi viaggiatori. Prima di imbarcarci in questo progetto di viaggio, avevamo vissuto negli USA, in Germania, Irlanda, Spagna e abbiamo sempre speso buona parte dei nostri soldi facendo lunghi viaggi.

Possiamo quindi dire che siamo sempre stati grandi appassionati di viaggi; ma fu durante un lungo pranzo con tanto di vino che si accese la lampadina – ovvero che avremmo potuto viaggiare a tempo indeterminato!

Avremmo potuto mettere tutti i nostri averi in un deposito e partire per vedere il mondo, in un modo sostenibile ovviamente. Sapevamo che sarebbe stato stancante essere sempre in viaggio, ma ‘vivere’ tre mesi nello stesso luogo ci avrebbe dato una certa stabilità. Una volta che l’idea prese forma, non c’era nulla che poteva farci tentennare, e un paio di mesi più tardi eravamo già partiti.

3. Quanti paesi avete visitato dall’inizio del vostro blog e dell’idea dei 91 giorni? E quanti avete in programma di visitare?

Palermo è la nostra quinta tappa. Abbiamo iniziato nell’ estate del 2010 partendo da Oviedo (Spagna), e ci siamo poi spostati a Savannah (Georgia,USA), Buenos Aires e Bolivia. Pensiamo di viaggiare almeno per i prossimi 5 anni, il che ci permetterà di visitare circa venti paesi nuovi. Naturalmente continueremo a viaggiare fin quando ci divertiremo.

4. Volete dare qualche consiglio o dritta su come si fa ad ambientarsi in un posto nuovo?

Cerchiamo di far subito conoscenza con gente del posto, anche se Twitter rappresenta un buono strumento per ampliare le proprie conoscenze.

Generalmente è abbastanza facile incontrarsi con persone che conosco la propria città come il palmo della propria mano. In questo modo si posso ricevere ottimi consigli, e allo stesso tempo avere la possibilità di interagire con la gente del luogo, sentendosi subito a casa.

Cerchiamo inoltre di imparare la lingua del paese in cui ci troviamo, di immergerci completamente nei ritmi della nostra nuova vita e provare la cucina locale.

5. Credete che solitamente 91 giorni siano sufficienti per fermarsi in un singolo posto o talvolta avete la sensazione di voler trascorrere più o meno tempo in un luogo?

Per noi tre mesi sono la soluzione perfetta. Da un lato, è conveniente in quanto in molti paesi 90 giorni è il limite massimo per un visto turistico (non siamo particolarmente rigidi riguardo il novantunesimo giorno). D’altro canto, tre mesi sono sufficienti per acquisire familiarità con una città, ma non sono poi così tanti per iniziare ad annoiarsi.

Ovviamente ogni città è diversa dall’altra: ad esempio a Buenos Aires avevamo tantissime cose da fare e visitare, mentre in città più piccole come Savannah o Oviedo, tre mesi ci sono sembrati sicuramente sufficienti per un’esplorazione completa e dettagliata del posto.

Dedicando ad ogni paese tre mesi di tempo, abbiamo la possibilità di visitare quattro luoghi diversi ogni anno, e questo è per noi estremamente eccitante e mai eccessivo.

6. Cosa fate se dopo un paio di settimane vi rendete conto che non vi piace il posto che avete scelto, restate ugualmente o vi spostate altrove?

Finora non abbiamo mai lasciato un posto (non ci siamo mai arresi); la nostra filosofia è che quasi ogni luogo possiede abbastanza peculiarità da tenerci occupati per tre mesi, anche se dobbiamo guardare più a fondo.

Per fare un esempio, quando siamo stati per la prima volta in Bolivia, il nostro piano prevedeva di fermarci a Sucre per tre mesi. E’ una città bellissima, ma ci siamo subito resi conto che è una città molto piccola e che in realtà volevamo visitare il resto del paese. Abbiamo quindi modificato il nostro piano iniziale, fermandoci solo un mese a Sucre, spostandoci poi a LaPaz.

7. Al termine dei 91 giorni avete la sensazione di far parte della popolazione del luogo? Se si potete farci qualche esempio.

Posso dire che abbiamo sicuramente stretto legami importanti con la maggior parte dei luoghi in cui abbiamo vissuto. Anche se non possiamo definirci ‘del luogo’, di certo non siamo dei ‘novellini’, e spesso capita di conoscere la storia e le attrazioni della città molto meglio di coloro che lì ci sono nati.

Generalmente per i primi due mesi, siamo totalmente presi dall’eccitazione e dalla novità di vivere in un paese nuovo, e ogni volta troviamo un qualche particolare che ci fa vedere le cose in un modo ancora più bello.

Durante le ultime settimane, invece, iniziamo a vedere gli aspetti negativi di ogni posto. Ed è esattamente in quel momento che cominciamo a sentirci ‘del luogo’.

8. Nei viaggi che avete fatto qual è stata l’esperienza più memorabile e quella che invece volete dimenticare?

Salar de Uyuni, situato a sudovest della Bolivia, è il più grande deserto di sale del mondo, ed è lo spettacolo naturale più bello che abbia mai visto. Abbiamo fatto un tour di tre giorni e sicuramente è una delle cose che non dimenticheremo mai. Uno spettacolo stupendo e al tempo stesso particolare nel suo genere.

Devo ammettere che finora siamo stati abbastanza fortunati ad evitare situazioni spiacevoli: non siamo mai stati derubati, né ci siamo mai rotti un arto (tocchiamo ferro), ma ovviamente abbiamo avuto qualche delusione.

Io, ad esempio, sono un grandissimo appassionato di calcio, ed abbiamo avuto una terribile esperienza durante una partita dei Boca Juniors che si teneva a Buenos Aires, troppo costosa e artificiale (finta), è stata una vera delusione.

Jurgen è invece rimasto intrappolato nelle sabbie mobili durante un’escursione in Bolivia, e vi assicuro che è stata un’esperienza terrificante per lui, ma divertente (esilarante)per me!

9. Potete spiegarci quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi di lavorare mentre si è all’estero (lavorare viaggiando) e cosa si prova ad essere indipendenti da un luogo fisso?

In primo luogo bisogna essere flessibili: se sei infatti il tipo di persona abituato a seguire una routine, ovviamente lavorare mentre si viaggia può trasformarsi in un vero e proprio incubo.

In Bolivia, ad esempio, la connessione ad internet era piuttosto lenta e discontinua, gli orari di lavoro erano al dir poco bizzarri e i cafè erano rumorosi. Mi piace pensare che siamo ragazzi abbastanza tranquilli e rilassati, ma ci sono state volte che mi sono sentito così frustrato e nervoso da voler mollare tutto.

Ma devo dire che gli aspetti positivi di questo stile di vita superano di gran lunga quelli negativi.

Per Jurgen, invece, in quanto fotografo professionista, viaggiare costantemente ha rappresentato un vero vantaggio, e di sicuro l’ispirazione non gli è mai mancata. Alla fine di ogni giorno, il solo fatto di ritrovarsi in un posto nuovo modifica tremendamente il proprio punto vista.

E’ facile portare a termine compiti noiosi, quando hai la certezza che una città meravigliosa è lì che sta aspettando di essere esplorata.

10. Quali sono i piani per i vostri prossimi viaggi, avete già fatto una lista di destinazioni per il 2012?

A dir il vero cerchiamo di non pianificare i nostri spostamenti con così tanto anticipo, per ora abbiamo scelto lo Sri Lanka come prossima destinazione, da Febbraio ad Aprile 2012. Credo che probabilmente dopo resteremo in Asia, per risparmiare sui voli, ma non abbiamo ancora idea di dove andremo.

5 domande a bruciapelo

  1. Un luogo dove avete desiderato restare più a lungo. Sicuramente avremmo voluto passare più tempo in Bolivia
  2. Qual è stato l’ambiente lavorativo che più vi è piaciuto? Quando vivevamo a Savannah avevamo una grande casa con molte stanze, inoltre l’ufficio turistico con cui collaboravamo era fantastico. 
  3. Qual è stato il cibo più strano che avete assaggiato? A Palermo, un panino con trippa e milza a pezzi. E a dir il vero non era nemmeno tanto male!
  4. Qual è stato invece il cibo più buono che avete provato? La cucina di Buenos Aires è difficile da battere. Grosse e succose bistecche, pizza al formaggio e alcuni dei gelati più buoni del mondo.
  5. Qual è stato il momento più imbarazzante che avete avuto viaggiando? Subito dopo aver corteggiato le ragazze del mercato a Sucre in Bolivia, Jurgen si è girato di colpo e ha sbattuto la faccia contro una bassa trave da soffitto. Lui è alto 1.98 e, considerando che i Boliviani sono più bassi, hanno trovato l’episodio esilarante – tutti al mercato hanno iniziato a deriderlo, indifferenti del fatto che si fosse fatto molto male!

Per saperne di più su Mike, Jurgen e i loro viaggi, seguiteli su for91days.com

Come fare il giro del mondo? Con un biglietto RTW

Molta gente mi chiede come sia possibile organizzare un viaggio indipendente di un anno in giro per il mondo; sono infatti ancora molte le persone all’oscuro dell’esistenza di questo modo di viaggiare, abituati alle standard 2-3 settimane di vacanze estive.

La risposta che do e’ sempre la stessa: serve un RTWT ossia un “round the world ticket”. Conosciutissimo nei paesi del nord Europa e del nord America, e’ ancora praticamente sconosciuto in Italia. E’ semplicissimo da ottenere e permette di risparmiare tempo e denaro; scopriremo come nel corso di questo articolo.

La mia prima esperienza di un viaggio RTW e’ stata nel 2006 quando da Londra, insieme a Felicity, abbiamo iniziato un’avventura di 12 mesi che ci avrebbe portato a visitare l’India, il sud est asiatico, l’Oceania e l’America per poi fare ritorno in Inghilterra. Per me comprare un RTWT e’ stato un gioco da ragazzi, essendo questo un modo di viaggiare molto diffuso nel Regno Unito.

In Italia purtroppo e’ uno strumento praticamente sconosciuto anche a viaggiatori più esperti; da qui l’idea di scrivere questo post.

 Di cosa si tratta?

E’ praticamente un biglietto aereo a tappe: si scelgono le destinazioni / paesi che si vogliono visitare durante il viaggio e le rispettive date, ed il gioco e’ fatto. Un esempio potrebbe essere: Milano, Delhi, Bangkok, Singapore, Sydney, Los Angeles, Milano. E’ un po’ come un biglietto inter rail, ma per spostamenti in aereo anziche’ in treno.

In pratica le varie compagnie aeree del mondo, hanno creato dei “Networks” o “Alleanze” tra di loro per offrire servizi esclusivi e sconti a coloro che si spostano attraverso aerei facenti parte dello stesso gruppo. Tra i servizi offerti c’e’ anche il RTW ticket.

Per esempio: Alitalia fa parte del gruppo Skyteam che comprende tra le altre Airfrance, Delta, KLM, Korean Airlines, Aero Mexico, e altre ancora.

Come funziona?

Come dicevo prima, si scelgono le città in cui atterrare e le date in cui si vuole viaggiare; con queste informazioni ci si reca presso una tradizionale agenzia di viaggio, oppure online, e si fanno dei preventivi.

I prezzi variano molto in base al periodo in cui si viaggia, al numero di scali che si vogliono fare e al numero di miglia percorse; per intenderci, un RTW ticket da Milano con fermate a Mumbai, Singapore, Los Angeles, Milano costerà molto meno che uno Milano, Mumbai, Bangkok, Singapore, Sydney, Auckland, Fiji, Tahiti, Los Angeles, New York, Milano. Meno fermate si fanno, più economico sarà il biglietto. Anche le date sono importanti: se si decide di partire il 23 dicembre anziché il 10 ottobre il prezzo sara’  maggiore, essendo la prima data vicina al Natale.

Il RTW ticket ha una validità di un anno e si possono cambiare le date dei voli a costo zero una volta partiti; invece per cambiare uno scalo verra’ fatta pagare una penale, con prezzi che possono variare da compagnia a compagnia.

Il mio consiglio e’ quello di studiare per bene il percorso ed i paesi che si vogliono visitare con largo anticipo e decidere in quali città fare scalo e in quali date. Dopodiché si contatta una delle agenzie specializzate in questo tipo di viaggi e si compra il biglietto.

Dove lo si può acquistare?

Direttamente online attraverso i networks delle varie compagnie aeree:

SkyTeam, di cui fanno parte Aeroflot, Aeromexico, Air Europa, Air France, Alitalia, China Eastern, China Southern, Czech Airlines, Delta Air Lines, Kenya Airways, KLM, Korean Air, TAROM, Vietnam Airlines

Star Alliance, di cui fanno parte Air Canada, Lufthansa, Scandinavian Airlines, Thai Airways International and United Airlines e altre ancora che trovate sul sito della Star Alliance,

One World, a cui fanno capo American AirlinesBritish AirwaysCathay PacificFinnairIberiaJAL Japan AirlinesLANMalév Hungarian AirlinesMexicanaQantasRoyal Jordanian AirlinesS7 Airlines

Un’altro modo e’ chiamare direttamente una delle agenzie di viaggio elencate qui sotto; sfortunatamente sono tutte straniere, ma non fa alcuna differenza in quanto il biglietto verra’ spedito direttamente a casa vostra. Inoltre sono protette da organi governativi che ne controllano l’operato.

– One world  anche in lingua italiana

STA Travel agenzia di viaggi per giovani con uffici in tutto il mondo.

Flightcentre con diverse agenzie sparse per tutto il Regno Unito

– Round the world ticket sito in cui si puo’ pianificare (e comprare) il RTW ticket

Virgin Atlantic compagnia aerea specializzata anche in RTW

Travel Nation agenzia molto pubblicizzata e consigliata in rete

Round the world flights permette di creare un itinerario direttamente online con relativi costi

KLM come per Virgin Atlantic, organizza anche RTW tickets

Suggerimenti prima dell’acquisto?

1- Decidere l’itinerario utilizzando i siti sopra indicati; in questo modo si possono confrontare anche i costi e le varianti offerte dalle diverse compagnie. I prezzi possono variare molto, per cui vale la pena spendere un po’ di tempo nella ricerca in quanto si può risparmiare anche il 20-30% sul prezzo finale.

2- Come accennato in precedenza, il costo varia in base anche al numero di scali: meno scali si fanno piu’ economico sara’ il prezzo del biglietto.

3- Controllare bene i costi in caso di cambio di itinerario una volta partiti; chiarire da subito cosa e’ compreso (e non) nel prezzo del biglietto

4- Io consiglio sempre di partire da Londra: in primo luogo perche’ il prezzo del RTW ticket e’ piu’ basso rispetto ad una partenza da Milano per esempio, e due perche’ si evita di dover mettere la marca da bollo di €40 sul passaporto, obbligatoria se si parte dall’Italia per un paese non Europeo.

Il costo?

Come dicevo prima i prezzi possono variare molto in base a diversi fattori; si parte comunque da un minimo di €1200, con partenza dall’Inghilterra, pochi scali e viaggiando fuori da periodi festivi.

Regole e condizioni:

  • Limite massimo di 16 tratte per biglietto che bastano e avanzano, credetemi.
  • Tutti i biglietti (escluso OneWorld Explorer) hanno un limite di miglia percorse che va dalle 26.000 alle 40.000: sono tantissimi per cui anche qui nessun problema, nella grande maggioranza dei casi ovviamente.
  • Il biglietto ha validità di 1 anno a partire dal primo volo.
  • L’ultimo volo del biglietto RTW deve riportare nello stesso paese dal quale si è partiti
  • Che si scelga di andare verso est o verso ovest, non si puo’ cambiare direzione una volta acquistato il biglietto, per cui studiate bene il percorso da fare.
  • L’itinerario deve essere definito al momento dell’acquisto del biglietto; come detto prima sono permesse variazioni di date senza pagare (ma non sempre) mentre il cambio di scali viene fatto pagare.
  • Molto importante: non e’ permesso cancellare o saltare una tratta del viaggio, altrimenti l’intero biglietto verra’ annullato. Per esempio: se nel biglietto c’e’ il volo Delhi – Mumbai, non e’ possibile decidere di non salire sull’aereo e prendere il treno per esempio, in quanto l’intero biglietto verra’ annullato, inclusi tutti i voli restanti. Per questo e’ fondamentale decidere con attenzione i posti da visitare e in cui fare scalo aereo.
In conclusione, il RTW ticket ha cambiato e rivoluzionato il modo di viaggiare: viene usato da migliaia di persone ogni anno e permette a chiunque di fare un giro del mondo a prezzi modici rispetto a biglietti aerei tradizionali.
Per maggiori informazioni, consigli, aiuto nell’acquisto, scrivete a [email protected] – saro’ lieto di aiutare e consigliare chiunque avesse bisogno.

Da 5 anni in viaggio: i come ed i perche’

 

Come sempre ci piace proporre esperienze di vita e di viaggio concrete, di gente che ha messo da parte la paura e le incertezze per seguire uno stile di vita consono alla propria personalità. Daniele e’ da 5 anni in viaggio, come? Leggete l’intervista che ci ha mandato qualche giorno fa’:

Mi chiamo Daniele, quasi 28 anni, romano de Roma. Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione alla Sapienza a 22 anni e a 24 ho terminato la laurea specialistica ad Urbino in Pubblicità e Marketing. In realtà ci ho vissuto solo tre mesi perché sono poi andato in Erasmus a Copenhagen. Questa esperienza la considero il km 0 del mio girovagare il mondo, che ormai dura da 5 anni. E al momento la ruota si è fermata a Berlino..

1.Stai viaggiando da 5 anni, come e perché hai deciso di intraprendere questo viaggio “a lungo termine”?

Mi è sempre piaciuto viaggiare. Da 4 anni lavoro su internet nel campo della pubblicità e marketing. E’ tutto web based. Lo posso fare da Roma, da Milano, dal deserto del Nevada o dall’Amazzonia. Quindi sono 5 anni che sono un backpacker con laptop annesso. Io non lo considero un “viaggio a lungo termine”. Ho fatto due volte il camino de Santiago e considero la vita un cammino. Non c’è bisogno di viaggiare come faccio io. L’importarsi è seguire il camino e non fermarsi.

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2. Come e’ stata presa la tua decisione di partire da amici e parenti?

Alcuni mi hanno capito subito altri meno, ci sono molti che sono tuttora invidiosi (nel senso buono) e chi invece mi considera ancora un pazzo. I miei genitori? Ormai ci hanno fatto il callo. Sono felici. Ho poi molti amici di couchsurfing (attivo da 5 anni) che mi comprendono a volte più dei miei amici veri.  

3. Avevi già in mente un itinerario oppure lo scegli di volta in volta?

Non ho mai in testa un un vero itinerario ma lungo il cammino lo pianifico. Sembro una persona molto instintiva ma sono al tempo stesso razionale.  

4. A livello economico, come ti sei preparato per questa avventura? Avevi risparmi da parte oppure lavoravi / lavori mentre viaggi?

Io viaggio lavorando (e viceversa) e ho uno stile di vita abbastanza regolare. Non mi piace sprecare i soldi. Ho sempre viaggiato tramite couchsurfing. Lo considero il modo migliore per viaggiare. In primis è gratuito e in “secundis” conosci persone del posto conoscendo i luoghi dal loro punto di vista; si sono create negli anni tantissime amicizie.

Daniele Montemale.png

5. Quanti e quali paesi hai visitato durante questi anni?

Negli ultimi 5 anni? mmm, A getto posso dirti: Spagna, Portogallo, Marocco, Francia, Olanda, Belgio, Scandinavia, Estonia, Romania, Stati Uniti, Colombia, Perù, Argentina e Brasile.  

6. In quale nazione ti sei fermato più a lungo?

Negli ultimi 5 anni il posto più a lungo dove mi sono fermato (che è anche l’unico..) è Copenhagen. Un anno. Da più di 4 anni non vivo in un posto per più di 6 mesi. Questo record dovrebbe essere superato ora che sono a Berlino

 7. Quale paese ti e’ piaciuto di meno e perché?

Se sei un vero viaggiatore, non c’è nessun posto che ti piace meno. Non possono piacerti a livello personale alcune cose ma un paese non può non piacerti.

8. Quali sono i paesi che ti rimangono da visitare in questo viaggio? Il mio viaggio è la vita stessa. Spero sia un viaggio ancora molto lungo. Se vado via da Berlino penso di farmi un viaggio di un anno dal Giappone alla Nuova Zelanda.

Trekking ghiacciaio Perito Moreno

9. Hai una data ed un posto in cui pensi di fermarti e stabilirti a “tempo pieno”?

No. Pensare di fermarmi mi riesce molto difficile. Rallentare lo spero.

10. Che consiglio daresti a coloro che sognano di seguire le tue orme?

Se hanno la capacità di sopportare 6/8 ore giornaliere davanti ad un computer, potrebbero cercare un lavoro online che gli permetta un salario per viaggiare. Ma non è così facile. Oltre al lavoro ci vuole tanta determinazione. A Los Angeles lavoravo alle 3 di mattina causa fuso orario. In Amazonia avevo una connessione lentissima. Al carnevale di Rio ho lavorato mentre ero in maschera..

Lavorare viaggiando – Prima parte

In questo articolo vedremo quali sono quelle professioni che permettono di lavorare viaggiando. Il fattore lavoro è fondamentale, ma non è sicuramente l’unico “ostacolo” da considerare se si sta pensando di mollare tutto e partire. Esistono altre componenti che condizionano questa scelta e altre domande alle quali dare una risposta: Come faccio a lasciare il … Continua